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La truffa sul sito falso della Polizia di Stato riporta l’attenzione sulla sicurezza digitale

DiRedazione

Set 4, 2020
sicurezza web

Nelle ultime settimane è tornato prepotentemente alla ribalta il tema sicurezza digitale. Diversi gli episodi che si sono registrati in rete, uno di questi ha coinvolto migliaia di utenti che si sono visti reindirizzati, a loro insaputa, su un sito falso della Polizia di Stato. Come riporta l’articolo pubblicato su 2anews.it, ai malcapitati veniva intimato di pagare la somma di 610 euro, nel giro di 12 ore, per “evitare l’arresto per aver visitato siti pedopornografici”. Un autentico tentativo di estorsione, con modalità tipiche del “phishing” quindi con relativo tentativo di rubare anche dati sensibili delle vittime.

La stessa fonte in questione ha riportato anche il post, apparso sulla pagina Facebook ufficiale della Polizia di Stato, in cui oltre a chiarire la natura fraudolenta del sito web in questione si fa riferimento alle prime azioni da compiere nel caso in cui si cada nella rete: mantenere la calma, spegnere il device in uso e al riavvio effettuare una scansione dello stesso, aggiornando il programma antivirus installato.

E’, però, ugualmente importante capire come prevenire questo tipo di problematiche. Andiamo quindi a ricapitolare una serie di consigli che contribuiranno a proteggere il proprio dispositivo e, soprattutto, la propria privacy.

Aggiornare l’antivirus e mantenere gli update automatici

E’ la prima operazione da compiere, probabilmente la più importante. Con l’aggiornamento dell’antivirus installato sul proprio pc o smartphone è possibile effettuare una scansione completa del device, andando quindi alla ricerca di virus o malware di recente creazione che potrebbero aver infettato il sistema operativo durante la navigazione. In questo senso è consigliabile mantenere attiva l’opzione degli update automatici, sia per quanto riguarda l’antivirus sia sul fronte sistema operativo. Per intenderci, con cadenza mensile Windows, Android o iOS rilasciano le cosiddette “patch di sicurezza” che vanno a risolvere eventuali vulnerabilità individuate nel sistema.

Browser, provenienza dei file che si scaricano e link via mail

Un altro aspetto rilevante è quello del tipo di browser che si utilizza per navigare. Il consiglio di chi vi scrive è quello di limitarsi alla scelta tra quelli più conosciuti e sicuri che, peraltro, contengono al loro interno diverse opzioni relative proprio alla sicurezza digitale: insomma, scegliendo uno tra Firefox, Chrome, Edge, Safari o Opera si va relativamente sul sicuro. Crescono, infatti, le offerte di browser semisconosciuti che offrono prestazioni eccezionali soprattutto nei tempi di caricamento delle pagine, in qualche caso si è arrivati alla scoperta che queste stesse app contenessero dei pericolosi malware.

Anche in questo caso è importante attivare gli aggiornamenti automatici, così come è consigliabile andare a spulciare tra le opzioni di sicurezza e privacy che vengono messe a disposizione dell’utente: la navigazione anonima è uno dei più utilizzati ma in alcuni casi si può anche andare a bloccare fonti ritenute poco sicure che portano i navigatori a scaricare file dannosi. In questo senso, al di là della questione browser, è doveroso prestare particolare attenzione ai link che si ricevono via mail: controllare in modo certosino l’indirizzo del mittente è il primo passo, nel caso in cui – come accaduto col falso sito della Polizia di Stato – si utilizzino riferimenti istituzionali, è buona norma contattare direttamente l’ente in questione per accertarsi della veridicità delle informazioni ricevute.

Reti WiFi pubbliche

Gli utenti che si connettono a reti WiFi pubbliche sono, inesorabilmente, i più esposti a tentativi di phishing. Non basta la navigazione in forma anonima, in questo caso è consigliabile l’utilizzo di una rete VPN (in rete esistono diversi fornitori di questo servizio ma attenzione a quelli gratuiti). Grazie ad essa vengono nascosti e criptati i propri dati personali, compreso l’IP di navigazione (e di conseguenza la nostra posizione), e non viene tenuta traccia della nostra navigazione.