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La gonartrosi, sintomi e come prevenirla

DiRedazione

Ott 4, 2020
gonartrosi

La cura del proprio corpo e della propria tonicità è condizione essenziale per vivere una vita serena e priva di sbalzi dal punto di vista fisico. Proprio il fisico ha bisogno di essere mantenuto costantemente in allenamento, ma senza sovraccaricare determinate zone.

Il ginocchio, ad esempio, è una di quelle parti del corpo da salvaguardare in maniera particolare, soprattutto con il passare degli anni, quando cominciano a subentrare dolori e sofferenze più o meno sporadiche.

Una parte delicata che può essere soggetta a frequenti e particolari sollecitazioni e questo vale soprattutto per gli sportivi e i corridori. L’artrosi al ginocchio rappresenta il rischio più grande da prevenire. Conosciuta anche come gonartrosi, presenta delle criticità di cui bisogna tenere conto e che non possono essere in alcun modo trascurate per la stabilizzazione motoria delle gambe.

Cos’è la gonartrosi e come riconoscerla – Quando si sente parlare di gonartrosi ci si riferisce sostanzialmente ad un’artrosi del ginocchio molto più comune e ricorrente di quanto si pensi. Rappresenta una malattia a tutti gli effetti nell’ambito della quale le articolazioni cominciano a regredire sempre di più e non rispondono più come un tempo a determinate sollecitazioni.

Può riguardare entrambe le articolazioni che compongono le nostre ginocchia, vale a dire la femoro-rotulea e la femoro-tibiale. Chi colpisce? Soprattutto persone anziane o anche più giovani che in precedenza si sono sottoposti ad interventi chirurgici al ginocchio.

Questo tipo di malattia la si riscontra soprattutto nel momento in cui si comincia a perdere la sensibilità e la percezione di certi movimenti e, nel contempo, cominciano ad aumentare i dolori.

L’equilibrio viene a mancare quasi completamente e si fa fatica a mettere in atto azioni semplici e quotidiane come camminare o sedersi sul letto, tanto per dire. Ogni tipo di attività più semplice diventa, a propria volta, più complicata del previsto a seconda dell’entità con cui colpisce in base ad un mix di più fattori. Il dolore è il sintomo più riconoscibile in assoluto, accompagnato, inoltre, da gonfiore e disorientamento.

Rischi e come prevenirli con la chirurgia – I fattori di rischio più comuni connessi alla gonartrosi riguardano soprattutto l’obesità, l’età, altre patologie genetiche che poi sono tra le principali cause della malattia stessa. Per questo intervengono dei trattamenti necessari ai fini della prevenzione, i quali fanno riferimento alla sfera del controllo del dolore e del ripristino della funzione motoria a pieno regime.

Un tipo di trattamento utile ed efficace da questo punto di vista non è altro che una maggiore attitudine all’attività sportiva allo scopo di ridurre il proprio peso e migliorare così la mobilità muscolare. Ciò inciderà inevitabilmente sulla stabilizzazione del ginocchio stesso.

Somministrare infiltrazioni può essere una tecnica altrettanto efficace, ma va fatta sempre da uno specialista, onde evitare effetti più deficitari sul ginocchio. La scelta degli antidolorifici garantisce un sollievo non da poco, soprattutto a breve termine. Non a caso sono molti gli sportivi, in particolar modo calciatori, che ricorrono a questo tipo di pratica prima di una partita, talvolta anche durante. La terapia infiltrativa lubrifica le articolazioni e protegge dai sovraccarichi.

Nel caso in cui i rischi non siano prevenuti fino in fondo, si può ricorrere ad una protesi che consenta di correggere le articolazioni e riprendere man mano le attività quotidiane senza soffrire troppo il dolore. Tuttora l’impianto di protesi sostitutiva risulta essere una delle metodologie più efficaci in campo chirurgico.

Il rivestimento del ginocchio consente un riammodernamento delle superfici articolari usurate. La cartilagine viene rimossa e si inserisce una componente metallica molto resistente in grado di rispondere perfettamente a qualsiasi tipo di movimento, anche quelli più impegnativi.

Le persone che ricorrono alla cura della gonartrosi sono soprattutto quelle che hanno un ginocchio malandato, rigido, colore che hanno un’infiammazione cronica e prolungata, quelli che hanno un ginocchio deforme verso l’interno o verso l’esterno.

Naturalmente, c’è da dire che i soggetti più a rischio da questo punto di vista sono coloro che presentano un peso maggiore e rischiano di compromettere la stessa stabilità della protesi nel tempo. Dunque, sempre meglio consultare fare un consulto tra medico e paziente più dilungato in maniera tale che si ha una percezione maggiore non solo dei benefici, ma anche dei pericoli a cui si va incontro.

La chirurgia della gonartrosi può produrre gli effetti desiderati. La protesi monocompartimentale è quella che copre solo una parte del ginocchio, mentre, invece, quella che copre più comparti del ginocchio si definiscono protesi bi-monocompartimentali e se ne usano almeno 2.

La protesi può essere impiantata agendo sulla conservazione di entrambi i legamenti crociati o sfruttandone soltanto uno dei essi, a meno che non si abbia a che fare con casi più gravi, lì dove i legamenti devono essere necessariamente svalutati entrambi.

L’età, da questo punto di vista, ha una rilevanza molto marginale poiché l’artrosi può colpire allo stesso modo e nella stessa incidenza sia giovani che anziani. Il ginocchio di un 70enne, ovviamente, è diverso da un ginocchio da un 20enne, che avrà una minore esposizione al dolore. A livello di genere, l’incidenza maggiore la si riscontra sulle donne che hanno più di 50.

Come ci si accorge di un’artrosi al ginocchio? Grazie ad una radiografia, la quale permette di valutare lo spazio articolare, il suo restringimento, valutare il profilo osseo, la presenza di componenti fastidiose per il ginocchio e così via.

L’esame in piedi permette l’ispezione di eventuali deviazioni di arti inferiori o disturbi statici. L’esame da supini valuta la stabilità antero-posteriore, l’integrità del menisco a livello interno ed esterno e quant’altro. Tutto ciò per avere un quadro della situazione migliore ed eseguire una diagnosi più efficace e diretta.

Alla fine dei conti, l’attività sportiva è il modo “migliore” per incontrare sulla propria strada la gonartrosi, così come l’obesità. Gli sport di squadra sono più esposti da questo punto di vista poiché lo scontro con un avversario di turno può sollecitare maggiormente le ginocchia e sforzarle molto di più. Le lesioni articolari, con gli anni, diventano sempre più frequenti e un monitoraggio costante diventa pressoché obbligatorio. E questo non vale soltanto per gli sportivi.