• Sab. Mag 15th, 2021

Il Vostro

La fonte autorevole in news e approfondimenti

Alimentazione e Coronavirus: l’importanza di evitare le bevande zuccherate

DiRedazione

Apr 28, 2017
alimentazione

Da ormai un anno e mezzo a questa parte, il Coronavirus è diventato parte integrante della nostra quotidianità. Purtroppo, infatti, abbiamo dovuto imparare a convivere con questa grande problematica, anche se per fortuna la campagna vaccinale, il cui piano è stato di recente aggiornato da parte del Governo, potrebbe finalmente riportare un minimo di normalità nelle nostre vite.

Detto questo, sono tante purtroppo le persone che hanno dovuto affrontare delle forme particolarmente gravi di questo virus, che sta portando tanta paura e incertezza sul futuro, in modo particolare tra i giovani. Tra gli epidemiologi, nel corso degli ultimi tempi, si sta parlando con sempre maggiore insistenza e frequenza del rapporto che intercorre tra un’alimentazione che non viene curata nel migliore dei modi e l’insorgere di patologie particolarmente gravi.

Da un lato abbiamo certamente la tecnologia, che ci può dare senz’altro una grande mano nell’organizzare l’alimentazione. Un alleato da non trattare in modo superficiale, dato che ha già rivoluzionato tanti altri campi, come nel caso del gioco online, le cui piattaforme, come casinoonlineaams.com, sono sempre più facili da consultare tramite i propri dispositivi mobili.

Alimentazione e pandemia

Per evitare di subire le conseguenze negative del Covid, una delle cose che tutti dovrebbero fare è, senza ombra di dubbio, preparare il proprio sistema immunitario ad affrontare in maniera adeguata questo virus. E, in tal senso, come è stato messo in evidenza in precedenza, il ruolo che viene svolto dall’alimentazione ha sicuramente un carattere pregnante.

Sia lo stile di vita che quello che mangiamo ogni giorno, infatti, incide notevolmente anche sul grado di protezione del sistema immunitario. Ad esempio, gli esperti hanno notato un legame del tutto particolare, che coinvolge le bevande zuccherate, il cui consumo eccessivo, in base a quanto è stato riscontrato, è spesso legato ad una più alta mortalità per via del Coronavirus.

Insomma, che esista un legame tra quello che finisce sulle nostre tavole e nei nostri stomaci nella vita di tutti i giorni è sotto gli occhi di tutti. Anche un noto epidemiologo come Franco Berrino, già a capo dell’Istituto Tumori di Milano, ha notato questa correlazione e di come stia iniziando a diventare sempre più importante e pesante.

Il nesso tra ciò che si mangia e l’infezione da Sars-Covid II

Come è stato spiegato in un recente intervento dal dottor Berrino, esiste un legame non solo tra nutrizione seguita e il pericolo di dover subire l’infezione da Sars-Cov II. C’è un nesso, quindi tra la gravità con cui si manifesta il Covid e un piano alimentare corretto.

Come è stato messo in evidenza nel corso di un recentissimo studio che riguarda la bellezza di 158 nazioni, di cui si ha una perfetta conoscenza del sistema alimentare, che è stato pubblicato anche sul “The Journal of nutrition, health & aging”, il tasso di infezione derivante dal Coronavirus diminuisce nel momento in cui si aumenta il consumo di legumi e fagioli.

Scendendo un po’ più nello specifico, il gruppo di ricercatori ha analizzato in maniera attenta e puntuale il legame che intercorre tra la mortalità per via del Covid e il consumo medio di circa una dozzina di cibi. Non solo, visto che è stato notato come ci sia una correlazione ancora più intensa tra il consumo eccessivo di bevande zuccherate e la mortalità per Covid. Si tratta di un aspetto che non va affatto sottovalutato, soprattutto per via del fatto che lo zucchero è estremamente pericoloso per il sistema immunitario. Invece, è stato notato come il livello di mortalità diminuisca in modo interessante nel momento in cui, al contrario, si incrementa il consumo di legumi, ma anche frutta e fagioli. Gli esperti hanno notato come un’alimentazione corretta, nei primi quattro giorni di ricovero in terapia intensiva per un’infezione da Coronavirus, porti a una netta diminuzione del tasso di mortalità.